il duro mondo della sintesi giornalistica



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Written by zerocalcare

gennaio 16th, 2013 at 1:44 pm

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123 Responses to 'il duro mondo della sintesi giornalistica'

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  1. Ah ah ah.

    Giovanni

    16 Gen 13 at 1:51 pm

  2. Il duro mondo della Pigrizia!

    Giuseppe

    16 Gen 13 at 1:51 pm

  3. e infatti dicevo, ma questi che hanno letto? O MEGLIO, hanno MAI letto qualcosa? e la BAO che pubblicizza l’articoletto tutta giuliva. ma de che?????

    Anna

    16 Gen 13 at 1:55 pm

  4. .. Credo che “walking dead 3×08” possa risultare offensivo per i credenti, non mi sembra corretto.

    Valentino

    16 Gen 13 at 1:56 pm

  5. bravo

    mary

    16 Gen 13 at 1:56 pm

  6. Condivido in pieno. Soprattutto il passaggio Walking Dead 3×08.

    Carlo

    16 Gen 13 at 1:56 pm

  7. Grande Zero! A me ‘sti “giovani senza rabbia” del titolo di oggi mi stava già facendo…arrabbiare!

    simone

    16 Gen 13 at 1:57 pm

  8. Cruth

    16 Gen 13 at 1:58 pm

  9. SERCI.

    michele

    16 Gen 13 at 2:02 pm

  10. Zerocalacare in versione Makkox? 🙂

    Nicola

    16 Gen 13 at 2:04 pm

  11. Già, c’è molta meno arrabbiatura; altro che Pazienza, Scòzzari e Tamburini, tzè!!!
    Però se voleva vedere un po’ d’arrabbiatura bastava che ti faceva una domanda tipo “Signor Zero, come è cambiato lei dopo che ha fatto i soldi?” 🙂
    Ciao Michele
    PS: a quando un’altra presentazione con disegnetti a Roma?

    Mario

    16 Gen 13 at 2:06 pm

  12. Ah. 1×03

    Do it freak

    16 Gen 13 at 2:07 pm

  13. che stai su instragram che metti le tag?!? grande zero

    cali

    16 Gen 13 at 2:09 pm

  14. Vabbè mo non rosicà, però!

    Deta

    16 Gen 13 at 2:11 pm

  15. Morbosamente, è troppo chiedere un link all’articolo in questione? =(

    MBC

    16 Gen 13 at 2:14 pm

  16. non ho dubitato manco per un attimo che ciò che sta scritto sui “giornali” (mi fa senso chiamarli così) sia una versione filtrata per il pubblico di “repubblica” che magari si sente intellettuale con il venerdì o D sotto braccio…quello che mi ha fatto senso però è stato l’attacco di alcuni sul facebook della bao che ti davano dello smidollato perché nelle tue strisce non ci sarebbe rabbia… ma questi che hanno letto? io ricordo le tue locandine per i centri sociali, per il g8, 10×100 e anche molte vignette in cui fai capire di non essere né un parassita passivo della società né un rosicone.e allora mi rendo conto che c’è gente che pensa di conoscere il tuo lavoro perché ha letto repubblica. mi vado a coprire che ho i brividi.

    SalvatoreCthulhu

    16 Gen 13 at 2:16 pm

  17. zc, ma dove si può trovare l’articolo leggibile sul web?

    Sim1

    16 Gen 13 at 2:19 pm

  18. Per fortuna hai puntualizzato. Dopo aver letto quell’articolo ho pensato che non c’avevo capito un cazzo di te.

    gn

    16 Gen 13 at 2:20 pm

  19. Se se si sta buoni non va bene, se ci si incazza non va bene.
    Ma che vadano a farsi dare.

    Mezzatazzamezza

    16 Gen 13 at 2:21 pm

  20. I titoli spesso li fa una persona diversa da quella che scrive l’articolo. Non lo dico per pedanteria, ma perché spero di salvare un innocente da eventuali serciate 😉

    Daudi

    16 Gen 13 at 2:29 pm

  21. oh ma che è successo??

    fra

    16 Gen 13 at 2:34 pm

  22. Zero Rancore.

    Dadofelix

    16 Gen 13 at 2:35 pm

  23. Ma che e’ successo?

    lorenzo

    16 Gen 13 at 2:38 pm

  24. Sim1

    16 Gen 13 at 2:40 pm

  25. chiedo scusa a tutti, ma mi trovo senza sapere precisamente di cosa state parlando. Potete spiegarmelo perfavore? Grazie.

    AlmaCattleya

    16 Gen 13 at 2:41 pm

  26. Mo però vedi?!? Oggi mi avevano schifato i titoli di testa e tu m’hai messo curiosità de legge i giornali.
    E COMUNQUE CHI APPROVA I TESTI C’HA MILLEMIGLIAIADIANNI
    Menaje….

    pianta

    16 Gen 13 at 2:48 pm

  27. Penso che questo modello sia superfunzionale a una comunicazione che prediliga il significato al significante, quindi dia poco appiglio alla manipolazione altrui. Dunque, quoto & adotto.

    Miss Pagliacci In Bicicletta

    16 Gen 13 at 2:55 pm

  28. che è succeso?

    davide

    16 Gen 13 at 2:55 pm

  29. Caro mio il fatto è che il “rancore” lo coniughi con “distacco-ironia-acidità-(poesia)” vallo a trovare un giornalista che lo riconosce ancora il rancore così travestito. Sono cresciuti a insulti pure tra amiconi (Bossi&Berlusconi giusto per citarne due) e figurati se tu non sei un reazionario stratega dell’accettazione. E poi cazzo guardi le serie tv! Dov’è Majakovskij?

    dario

    16 Gen 13 at 3:02 pm

  30. Disegnare fumetti mica è semplice in Italia(scritto in maiuscolo per evitare suicidio di massa). Si rischia di far la fine dei telegiornali che dicono l’estate sia calda e l’inverno freddo, e che sia opportuno perdere qualche chilo prima di mettersi in costume. Il fumettaro di genio, per resistere alla tentazione dovrebbe, invece, rovistare negli inconfessabili anfratti dell’anima nazionale, chiamata anche incoscienza collettiva, per dare sfogo alle pulsioni delle migliori intelligenze della nazione e, per loro, disegnare storie alternative dove le estati sono sì calde, gli inverni sono sì freddi, ma di perdere qualche chilo non se ne parla proprio, perché io, il mare, lo odio.

    Massimo Vaj

    16 Gen 13 at 3:03 pm

  31. Giornalisti-incompetenza-sensazionalismo-zerocalcare-genioincompreso.

    SnarceZ

    16 Gen 13 at 3:06 pm

  32. Casomai non t’hanno dato del trentenne, ringraziali.

    Noemi

    16 Gen 13 at 3:09 pm

  33. WALKING DEAD VINCE!!!

    eugh

    16 Gen 13 at 3:15 pm

  34. Ho letto cazzate molto più gravi su Repubblica, capisco che questo sia personale, ma non mi sembra così grave. Oltretutto le tue risposte sono molto belle, le stesse cose (non per spaventarti eh) che io pensavo dieci anni fa. Ma questo solo perché ho 10 anni più di te.

    Rosso Fiorentino

    16 Gen 13 at 3:22 pm

  35. Scusa però non capisco. Ho letto l’articolo e tu stesso dici che è vero che c’è minore rabbia e anzi la rivendichi come una questione di coerenza. Mo perchè rosichi?

    Alez

    16 Gen 13 at 3:26 pm

  36. Aho che borghese che sei diventato, pe’ le interviste a Repubblica te scordi de scrive le strisce, e non accetti manco l’inviti a cena con Polpo (a la Galega)! 😛

    Cesare

    16 Gen 13 at 3:26 pm

  37. manca anche il classico aggettivo ‘bamboccione’.

    bilbo

    16 Gen 13 at 3:32 pm

  38. @Alez per l’appunto, hai letto l’articolo, non quello che io ho detto. Io non ho detto che “c’è minore rabbia per una questione di coerenza”. Io ho detto che quando parlo di vita quotidiana, siccome la quotidianeità mia e in generale di questo paese non è quella di Gaza o del suddamerica degli anni 70, non parlo di guerriglia metropolitana e città che bruciano. Perché *di solito* quando uno esce la sera non va a brucià la città. (poi quando succede lo racconto, come in alcuni pezzi della della profezia dell’armadillo e in un sacco di altre storie che non sono quelle di “vita quotidiana”). Tra questo e titolare “giovani senza rabbia” e riassumere in “non parlo di politica, quando esco dal centro sociale vado a magnà i plumcake”, ci stanno un po di sfumature….

    zerocalcare

    16 Gen 13 at 3:35 pm

  39. ho letto adesso l’intervista (grazie sim1) e mi sono detta che non ci siamo proprio.

    AlmaCattleya

    16 Gen 13 at 3:38 pm

  40. Certo che già di cultura fumettistica in Italia c’è n’è poca, se poi si attacca quei pochi che lentamente emergono dall’Underground… può dare fastidio a qualche radicalchic con la penna in mano

    Cristian

    16 Gen 13 at 3:44 pm

  41. Senti Calcare, mi sono preso settimana scorsa armadillo e polpo, me li son già letti due volte e mo sto a rota, e mi fai uscire solo una vignetta? si fa così? 😉

    Valerio Alberti

    16 Gen 13 at 3:45 pm

  42. dove posso trovare questo articolo?

    loradelconto

    16 Gen 13 at 3:54 pm

  43. Chiedo scusa ma sono della parrocchia Walking.Dead.S03E08.720p.HDTV-bySKIROD.mkv — 😀

    Guzzello

    16 Gen 13 at 3:56 pm

  44. meno male che ci sei, Zero.

    EverBazza

    16 Gen 13 at 4:05 pm

  45. In realtà te volevi che il tizio scrivesse che fai la rivoluzione un plum cake alla volta!

    Cris

    16 Gen 13 at 4:08 pm

  46. QUOTIDIANEITA’

    fra

    16 Gen 13 at 4:23 pm

  47. un modo più carino di dire che “te sei fatto li sordiii”

    fazzoletti-smile

    16 Gen 13 at 4:32 pm

  48. Vai di hashtag, Zzzzzéro!

    Davide

    16 Gen 13 at 4:35 pm

  49. […] usare un eufemismo – "reinterpretazione" delle sue parole da parte del giornalista il duro mondo della sintesi giornalistica at Zerocalcare.it Rispondi quotando + Rispondi alla […]

  50. io avrei risposto con un MA CHE CAZZO??

    Luca

    16 Gen 13 at 4:42 pm

  51. Sono i rischi della maggiore visibilità.

    Starà solo a te continuare per la tua strada.

    Ovviamente condivido ciò che hai detto, lo stato del giornalismo italiano è inutile anche commentarlo.

    Daniele

    16 Gen 13 at 4:47 pm

  52. a parte la profezia: afab; la mia giornata-tipo a copenaghen; la nostra storia alla sbarra; devastazione&saccheggio; genova non è finita; report from gaza; happy antifa education e tutta una serie di vignette singole e manifesti….
    e questi solo quelli che emergono dalla prima pagina di google quando scrivi zerocalcare!

    è strano che il giornalista non se ne sia accorto, perché per usare la tastiera non serve il pollice opponibile..

    e cmq repubblica=PD.. che t’aspettavi?!?! “chi è causa del suo mal cazzi suoi!”:)

    Alberto

    16 Gen 13 at 4:49 pm

  53. Oddìo. Un’imitazione del povero makkox, già imitazione umana di Paz. Il calcare è nel cervello, e l’ha ridotto a 0 (zero).

    Filippo Scòzzari

    16 Gen 13 at 4:53 pm

  54. Secondo me hanno toppato alla grande il titolo. Ciò che emerge dall’intervista non è questo, anzi: le domande non erano neanche male, secondo me.

    Quel titolo fa presagire che (i) tu dia un giudizio sui “giovani d’oggi”; o (ii) nelle tue vignette non ci sia abbastanza “rabbia”. Entrambe le cose sono puttanate.

    Peraltro dire che tu non hai rabbia vuol dire non sapere assolutamente nulla di tutto ciò che fai oltre il blog, per quanto il tuo impegno si legga anche nelle vignette più quotidiane.

    Mr. Tambourine

    16 Gen 13 at 5:08 pm

  55. su repubblica sono solo capaci a leccare il culo all’UE, tranquillo

    fiumerosso

    16 Gen 13 at 5:08 pm

  56. Non coniugare!!! Coniugare tradisce l’anima!!!
    Dovresti saperlo!!!!

    Fobbola

    16 Gen 13 at 5:08 pm

  57. Parlo per esperienza personale, la rabbia non mi ha mai fatto bene e non mi riferisco alla mia tendenza autolesionista. Ho sempre vissuto incazzato, un po’ per colpa del carattere che tengo e un altro poco per le botte con cui sono stato cresciuto. Quando nel 1970 la polizia ha fermato, di sera, mio padre che guidava la mia cinquecento e dietro i sedili e nel cofano hanno trovato centinaia di manifesti non autorizzati di Valpreda Innocente, e di seguito in officina lui ha rinvenuto fionda e biglie, mi ha massacrato di botte, insistendo che la violenza è una brutta bestia con la quale non conviene averci a che fare. Lui era insuperabile nell’utilizzo della drammatizzazione dal vivo… Naturalmente non gli ho dato ascolto, perché i comunisti come lui mi stavano sul cazzo, ma sono fondamentalmente un buono e la violenza mi ha rovinato solo da un lato: quello dove vengo male in foto perché lì mi menavano tutti. Tralascio le disavventure dovute alla rabbia per arrivare a oggi che finalmente me ne sono liberato, non delle disavventure, ovvio, ma della rabbia sì, e mi fanno incazzare ‘ste storie che io ai giornalisti li menerei tutti, se potessi.

    Massimo Vaj

    16 Gen 13 at 5:32 pm

  58. Zero… trovo eccellente questa vignetta/risposta al titolo/articolo dell’articolo del sig. Raffaelli.. hai reso l’idea. Di nuovo la tua marcia in più che esce fuori. Complimenti.

    maya

    16 Gen 13 at 5:36 pm

  59. ragazzi, ma il giornalista che ha intervistato zerocalcare, ha campato per anni alle spalle del fandom di animazione giapponese, e già ai tempi non ci capiva un cazzo. quindi figuriamoci se riesce a cogliere tutte le sfumature dei fumetti di zerocalcare, considerando anche che trattano temi di una generazione lontano dalla sua. 😀
    Zero se vuoi ti racconto, in privato,la mia esperienza con il giornalista in questione, ma non ti abbattere, quando inizi a fare interviste varie, ti rendi conto che i giornali al 90%scrivono stronzate 🙂 Quello che posso consigliarti, è che, se potrai, chiedere di revisionare l’articolo prima di mandarlo in stampa. Molti giornalisti lo fanno, perchè in genere lavorano “un tanto al kg” e avendo paura di sbagliare, te li fanno controllare per paura di scrivere vaccate. Ciao 🙂

    Trasanda Girl

    16 Gen 13 at 5:41 pm

  60. Zerocalcare, i tuoi fumetti sono forti.
    A Repubblica hanno i paraocchi ideologici e sono vecchi dentro. Fregatene. Tanto i loro lettori sono tutta gente vecchia e malata di nostalgia per i “favolosi” anni ’70, non riuscirebbero neanche a capirli, i tuoi lavori.

    Mario

    16 Gen 13 at 5:44 pm

  61. C’ho messo un po’ per trovare l’articolo che ha fatto nascere sta vignetta.

    Mi complimento con l’autore (chenonmiricordocomesichiama) perché un titolo meno azzeccato non l’avrebbe potuto trovare, si deve essere proprio impegnato!

    peppeuz

    16 Gen 13 at 7:00 pm

  62. Sei stato normalizzato dal Raffaelli nella narrativa del “dopotutto non c’è alternativa, stringiamo i denti e tiriamo avanti”.

    classe

    16 Gen 13 at 7:05 pm

  63. Cari tutti, a me l’intervista sembra bella perché sono belle le risposte di Zerocalcare. Oltretutto nasce da un’assoluta ammirazione per i suoi fumetti, per questo blog e anche per il Forte Prenestino. Non c’è nessuna nostalgia da parte mia per gli anni Settanta, solo si cerca di capire. Un caro saluto

    Luca Raffaelli

    16 Gen 13 at 7:10 pm

  64. la vendetta di repubblica punto itte

    lenoard vertighel

    16 Gen 13 at 7:19 pm

  65. MITO!
    e fanculo i giornalisti-brunetta

    matt

    16 Gen 13 at 7:50 pm

  66. Oh Zero, t’avranno pure distorto le parole ma secondo me quello che il giornalista descrive è quello che emerge da questo blog – e guarda che non è una critica -: mi sembra probabile che tu stia avendo successo proprio per i motivi indicati nell’articolo: tanti trentenni si riconoscono nel tuo personaggio che non manifesta forme di rabbia sociale ma è schiacciato nella sua dimensione personale di eterno adolescente-teenager dalla disillusione e dalla sua emotività. Sicuramente poi hai fatto tante altre cose rabbiose e impegnate in senso più classico; ma non è per quello che stai diventando lo specchio di una generazione

    anwinn

    16 Gen 13 at 8:53 pm

  67. Questi non sono tempi per le sfumature (secondo LORO).
    Sono LORO che danno voce per primi a chi comanda, per mettere in loop le nostre vite e non farci organizzare troppo (ne’ personalmente, ne’ in gruppo).
    Parli di te (e di un pezzo di me) e ti leggo.
    Parlano di quello che gli comandano e li MANNAFFANCULO.
    Ti posso assicurare che non mi affido a qualsivoglia articolo o intervista per capirti.
    Bella Ze’

    Fabio

    16 Gen 13 at 9:45 pm

  68. quoto anwinn, senza offesa eh. Ma dal blog e’ vero che questo emerge. Poi certo, basta farsi un giro in rete e il resto si trova subito, ma penso anch’io che chi legge le strisce e compra i libri veda solo l’altra parte.
    Cioe’, magari pensaci eh (se non lo fai gia’) che dev’essere na specie di dissociazione, che tu ti sai come sei e sei unico, ma tanta gente vede solo un pezzo di te, quello disimpegnato del blog, e solo questo. Mica e’ banale da gestire sto fatto.

    anto

    16 Gen 13 at 10:45 pm

  69. rispondo lungo e bene ad anwinn,mi spiace se non riesco a stare dietro a questa discussione come vorrei:
    come ho gia avuto modo di dire in altre sedi, in alcuni fumetti anche di questo blog, e mi pare anche in quell’intervista per quanto non ricordi le parole esatte, la condizione di eterno teenager non è una condizione felice ed autocompiaciuta di una generazione. E’ la conseguenza del contesto che ci è stato costruito attorno. Se a 30 anni non mi dai uno stipendio ma mi dai una paghetta (quando me la dai, e non mi fai lavorare gratis uno stage dopo l’altro), se le mie condizioni di lavoro e di reddito sono identiche a 18 come a 30 anni, perché continuo a campare di contratti a termine che mi danno un orizzonte di 6 mesi in 6 mesi, come posso raggiungere quelle condizioni di indipendenza e sicurezza che costituiscono il passaggio dall’adolescenza all’età adulta?
    Senza scomodare i fumetti “rabbiosi ed impegnati”, entrambi i libri che ho fatto hanno fondamentalmente lo stesso tema (come molte delle storielle del blog): l’amarezza e il senso di inadeguatezza per essere cresciuti in un’epoca che ci prometteva delle cose, ed il fare i conti, a 10 anni di distanza, con una realtà terribilmente distante dalle nostre aspettative.
    Secondo me la cifra di questa generazione è questa.
    Questo è quello che rispondo quando qualcuno me lo chiede.

    Dopodiché, questo blog non nasce né vive per rispondere a questa domanda, non è specchio né portavoce di nulla, è un blog dove disegno la mia vita quotidiana, che suppongo sia simile a quella molti altri che vivono come me. Punto.
    La rabbia nella mia vita quotidiana si mischia all’affanno dello star dietro a tutto, alle corse per consegnare una tavola prima di scappare a fare ripetizioni o allo studio grafico o alle bollette o alle traduzioni o all’ufficio o al call center o a tutti i cazzi che ognuno c’ha nella propria vita. Che poi non sono per forza cazzi frenetici, a volte la rabbia si mischia anche alla desolazione dello stare a casa a cercare un lavoro che non c’è, ad abbrutirsi davanti al computer aspettando che qualcuno risponda ai 400 curriculum che hai mandato. E raccontare che uno poi si trova a vivere giornate in cui il picco di felicità sono quei 40 minuti in cui ti mangi un plum cake davanti ad una serie tv, non ha nulla di compiaciuto o di apologetico. E’ così e basta. Per me almeno.

    Se la rabbia è disegnare le città che bruciano, è vero lo faccio poco su questo blog.
    In parte perché in questo paese le città bruciano poco, non perché manca la rabbia ma perche probabilmente siamo cosi disillusi da non pensare che serva a qualcosa bruciarle. Pure perche quel paio di volte l’anno in cui bruciano, si grida allo scandalo dei giovani cattivi e piovono condanne a 8 o 15 anni che manco un assassino o uno stupratore. (peraltro, trattandosi di un blog autobiografico, per ovvi motivi non disegno cose penalmente rilevanti…). E perché siamo una generazione che forse non si fa più codificare i comportamenti secondo gli schemi di 40 anni fa.
    Quindi effettivamente no, non ci sta *quella* “rabbia” in *questo* blog.

    Ma poi, perché uno a cui piacciono le serie tv e i plumcake dev’esse automaticamente un cojone disimpegnato mica se capisce eh…

    zerocalcare

    16 Gen 13 at 10:55 pm

  70. ma sta zitto coglione, mangiati un plumcake mentra guardi working dead

    anwinn

    16 Gen 13 at 11:02 pm

  71. ric

    16 Gen 13 at 11:36 pm

  72. Io sono molto trentenne e molto precaria, nonostante il mazzo che (pur tra ingenuità, minchiate e scelte magari non sempre troppo sagge) penso di essermi indubbiamente fatta. Non ho mai avuto occasione di tirare tufelli, ma in compenso ho i molari consumati dal quotidiano e incazzoso digrignare e una lista mentale di persone che considero degne dei migliori voodoo.
    Quindi, Calcare, mi sa che ho vagamente capito cosa intendi, sia in questo post sia in generale nelle tue storie (che tra l’altro mi piacciono parecchio).
    Quel simpatico giornalista, che da una rapida occhiata sul web mi pare persona smpatica, gioviale e soprattuto cresciuta nei lieti anni del boom, probabilmente no. Buon per lui. (E io rosico)

    Lorenz

    17 Gen 13 at 12:10 am

  73. Bello che tu fai qualcosa che è tuo, senza pretese particolari se non gli obiettivi che ti prefiggi nel comunicare e la gente ti ritaglia addosso quel che vuole, come lo vuole sentire, come gli serve per sentirsi a posto che tu dica. La stampa taglia per questioni pratiche ma non si cura della deformazione che causa, la gente ci mette il suo e se hai qualcosa da ridire, è colpa tua che non ti sforzi di passare quello che LORO vogliono tu passi. Vorrei sapere se questa gente sa di cosa parla, se vive una situazione simile alla tua/nostra, se capisce che di alcune cose non si può troppo parlare sullo scritto. Vorrei vedere quanto sono impegnati loro: probabilmente l’equivalente di uno che sta in poltrona, vede protestare in piazza dalla TV e si incazza perchè dovrebbero urlare più forte.
    Tu continua a fare il tuo, che questi di te vedono la punta dell’iceberg e da quella pensano di poterti giudicare, come fanno con chiunque, ma con te di più perchè vendi.

    pioggi

    17 Gen 13 at 12:25 am

  74. sai michele, tanta gente preferisce vedere solo i cliché che ha già nella testa, senza soffermarsi su quello che legge o su cosa c’é dietro…e commenta basandosi su di essi…dicendo o che sei nel cliché (anche quando non lo sei, senza curarsi del contenuto vero), o che non lo sei (e che quindi non parli per una generazione)…dando per presupposto che “parlare per una generazione” è una roba impegnativa che manco john lennon o bob dylan, la questione è che i rosiconi sono loro…ti ho letto fin dalle prime settimane, su consiglio di un amico (che ancora ringrazio) e cosa passa dal tuo blog è chiaro…gente che è vissuta con una certa cultura pop manga videogame, e cresciuta dai genitori nati negli anni 50 con un certo modello di vita che oggi non vale più…e oggi alla gente dell’età nostra dicono che è solo colpa nostra…quando la verità è che è solo più dura…soprattutto se non si accettano compromessi…
    e poi c’è la questione della violenza e della risata….se fai ridere non puoi far anche pensare…quindi sei solo una macchietta, no? invece se sei violento, sei etichettato come violento, ma rispettato perché sei “politico”….quando la gente capirà che
    1) questo è un fumetto che racconta uno spaccato di vita tuo, che ti costa fatica tenerlo aperto, e di raccontare anche i cazzi tuoi?
    2) che il fatto che faccia ridere è un plus, non un meno….riuscire a ridere delle disgrazie quotidiane è un dono
    3) che la violenza, quella vera, è quella che fa alla gente comune, la maggioranza della politica e la maggioranza della televisione?
    tu comunque non li ascoltare e tira dritto per la tua strada, che sei uno che sa il suo e non ha bisogno di dare spiegazioni a questo e quello
    grazie per la compagnia che ci fai quando posti…da quando c’è il tuo blog in rete, ci si sente un po’ meno soli, qua fuori
    grazie davvero
    alberto

    Albellas

    17 Gen 13 at 12:37 am

  75. Premetto i complimenti per le storie e per i due libri, l’Armadillo è uno dei più belli che abbia mai letto. Credo che le tue storie, Calcare, siano realmente spontanee e per questo vere, autentiche, a differenza di molti libri e testi di scrittori, noti e meno noti che riempion gli scaffali delle librerie. Non penso non ci sia ribellione, anzi ce ne è più che in un gesto vandalico che può essere compiuto in un estemporaneo attimo di esuberanza emotiva mischiata a volgare forza di apparire (parlo dei tempi d’oggi). Chi non lo capisce semplicemente non vuole fare uno sforzo maggiore che quello di accontentarsi di una semplice interpretazione delle parole o dei fatti narrati. Concludo dicendo che mi ha colpito molto una parola che hai più volte usato nell’Armadillo: leggerezza. Non so se ti è venuta spontaneamente o se hai letto e fatto tua la lezione di Calvino che porta quel nome. Comunque quel che conta è che nelle tue strisce e nelle tue storie riesci proprio a far venir fuori quel senso di leggerezza (che non significa superficialità come molti intendono) che per un attimo ci libera del pesante fardello del vivere quotidiano…non tutti gli scrittori sanno farlo, complimenti e continua così. Grazie 😉

    Osso

    17 Gen 13 at 12:48 am

  76. Eddai, non é che uno debba fare per forza l’arrabbiato a tempo pieno. Intanto molti si riconoscono in quel che disegni, se non proprio in te. E magari gli strappi un sorriso dopo una giornata funesta. Questo é già un bel risultato.
    Magari hai un progetto dove queste tue storie sono da considerarsi grande letteratura disegnata, e quindi ci rimani male se te le considerano storiellette a fumetti.
    Spero non ti offenderai se suggerisco di non montarti la testa: a me piacciono ed ho comprato i libri, ma sono gli altri che giudicano, non l’autore… penso io.
    Tutta una scusa per non fare una bella storia lunga e abbruttirsi di plumcake e tv 😉

    Maxfff

    17 Gen 13 at 1:08 am

  77. Almeno il dead riesce a lavorà, a quanto pare dal commento qui sopra.

    Brown-eyed Girl

    17 Gen 13 at 1:17 am

  78. utlima risposta, giuro, maxfff.
    non fraintendermi, figurati se considero la mia letteratura: per me so disegnetti che fanno ride, punto. quello vogliono essere e non altro.
    il problema è se metti in bocca A ME dei giudizi su una generazione disimpegnata e senza rabbia, che io non mi sognerei mai di dare.
    se tu pensi che i miei fumetti esprimono quello, e ci scrivi una recensione, va benissimo, è la tua lettura appunto, sono i lettori che giudicano.
    se tu mi fai un intervista invece e poi tagli tutte le mie risposte in modo che sembri che quelle cose le dico io, se permetti mi rode un po il culo:)

    zerocalcare

    17 Gen 13 at 1:18 am

  79. Oki, ma “i giornali travisano le mie parole” lascialo dire ai politici. Tu, che ora sai che fanno cosí, o non ti fai intervistare, o ti porti un registratore e dici che vuoi leggere il pezzo prima della pubblicazione, o accetti che dicano delle cose non vere e/o non precise su di te. Come dicono, non esiste pubblicità negativa, tutto fa brodo, e altri luoghi comuni vari 🙂 Vedrai come si impennano le vendite e come rosicherà il Raffaelli.
    Ma, anzi, a me l’articolo sembra OK, non é che leggo delle critiche se non che non sei, per lui, abbastanza arrabbiato, quindi mi sta montando il sospetto che sia tutto un sistema per fare polemica, montare il caso e vendere milioni di copie!
    T’ho beccato!
    (dovrei fare il troll di professione, altroché!) 😉 MaX

    Maxfff

    17 Gen 13 at 1:48 am

  80. I tuoi interventi in questa discussione sono molto belli, forse più dei fumetti stessi. L’unico mio consiglio è ignorare la Repubblica. In Italia i giornali sono tutti mediocri. I giornalisti sono mediamente istruiti in lettere che si mettono a dissertare di quantistica. Non funziona. Nei campi che io conosco bene, e su cui lavoro (scienza e informatica), la Repubblica, il Corriere e gli altri giornali, si copia incollano articoletti ridicoli e sbagliati dai peggiori giornaletti anglosassoni tipo sun e daily mirror, senza mai avere la briga di cercare, non dico approfonditamente, ma almeno su google, se stanno scrivendo cazzate.

    Con un gruppo di amici ci mandiamo i link degli articoli della sezione “tecnologia” di Repubblica.it come fossero storielle comiche.

    Lasciali perdere. Incompetenti e malati di titolismo.

    ZZ

    17 Gen 13 at 2:08 am

  81. E veramente,basta con sta nostalgia per i favolosi anni settanta e con la rrrabbbbiiaaaa gggiovanile. che noi nei 70 non c’eravamo neanche e chissenefrega.
    (compreso Scozzari,che ci fai qui? e basta con sto Paz VE PREGO in Italia sembra che non esiste altro sì ok è morto ed è il vostro GesùGiuseppeMMaria,ma BASTA)

    Giulia

    17 Gen 13 at 2:14 am

  82. Risposta perfetta,Zero:tanta stima per te.

    Manu

    17 Gen 13 at 2:15 am

  83. mandare giù i rospi delle critiche è sempre dura, ma bisogna sopportare perchè ti ha fatto arrivare dove sei adesso, magari senza nemmeno esserti accorto che anche il tuo temperamento in questo blog è molto coerente.
    sia nelle storie sia nei commenti tuoi di risposta.

    ti stimo

    jackbass

    17 Gen 13 at 3:29 am

  84. Pensa al lettore medio di repubblica cartaceo (chi mai se lo compra il giornale di carta oggi?).
    Io me lo immagino così: cinquanta-sessantenne, istruito, stabile, affermato, che ha fatto i soldi ma non lo vuole far vedere, che vota il PD, che va a far la spesa alla coop perchè ok costa tutto il triplo ma va bene perchè c’è la qualità, che ha la casa in centro, che va al cinema, che si fa il viaggetto culturale, che legge, che mangia l’insalata.. Che in gioventù ha fatto pure lui le sue proteste e battaglie, ma sai, “erano altri tempi”.

    Al lettore medio di repubblica leggere dei centri sociali adesso glie ne frega cazzi. La violenza non la vuol vedere, perchè ora è “saggio” ha capito che la violenza era “sbagliata”.
    Il lettore medio di repubblica forse è più interessato a capire cosa combina questa cazzo di nostra generazione attraverso qualcuno che la rappresenta in qualche modo (magari involontariamente, ma se tutti quanti ti seguono è perchè si riconoscono perfettamente nei tuoi disegnetti, c’è poco da fare).

    Ecco, se tu attraverso un articolo riesci ad attrarre sto minchione di lettore medio di repubblica, portarlo qui e fargli capire tutta la disillusione e il “rosicare” di una generazione a cui era stato promesso tutto e non è stato dato un cazzo.
    Se riesci a fargli capire che chiunque di noi – disoccupato, precario, o lavoratore più o meno stabile che comunque il lavoro gli fa cagare perchè non era certo ciò che sognava di fare nella vita – ha come momento più alto della giornata quello in cui la sera guarda walking dead (ed è triste ma è così!).
    Se riesci a fargli capire che cosa significa non avere punti fermi, dover lottare e fare a spallate per quello che loro avevano a portata di mano, sentirsi la addosso la pressione degli “adulti” che ti guardano storto per come vivi perchè loro alla tua età eccetera eccetera.
    Se riesci a fargli capire che tutto sto schifo in fondo è colpa loro.
    Se ci riesci, hai fatto il tuo.

    Il prezzo da pagare è questo, fare interviste dove travisano il significato delle tue parole per renderle più digeribili al target di riferimento del giornale in questione. Lo hai spiegato ai tuoi lettori e hai fatto bene. Però d’ora in poi sarà così. Chi ti seguiva prima lo sa chi sei, gli altri no. Embè.

    E in fondo quando compri un libro te ne frega qualcosa di che cosa fa l’autore, di qual è il suo background? Nella maggior parte dei casi non sai neanche che faccia abbia né da dove venga di preciso. Ti importa che la storia sia bella, che il libro sia scritto bene, che ti comunichi qualcosa in qualche modo. Magari non hai capito un cazzo di quello che in realtà ti vuole dire, ma ti piace lo stesso.

    Ecco, tutto sto pippone per dire che? Niente.

    Marla

    17 Gen 13 at 10:26 am

  85. Beh… io negli anni ’70 c’ero e avevo venti anni dei quali quattro passati a urlare nei cortei, tirare molotov, ciclostilare negli scantinati e farmi menare dai fasci mentre distribuivo A rivista anarchica e Umanità Nova. Non erano anni “favolosi” come si dice, e la galera (che mi sono pure fatto) era dietro ogni angolo. Tra noi c’era di tutto, e ci detestavamo vicendevolmente. Gli anarchici stavano sul cazzo tutti, avanguardia operaia e i CUB sparlavano dietro a Lotta comunista che odiava Lotta continua che detestava i Commontisti che frequentavano i centri sociali per assoldare manovalanza che portasse le taniche di benzina. Sì certo, ci si spogliava in pubblico e si piangeva di nascosto quando il tuo amore si scopava il tuo migliore amico, non nego che delle cose favolose accadessero, ma non mi sento di mitizzare un periodo dal quale, oggi, sono stati prelevati i jeans coi buchi e la pubblicità del Mulino bianco. Tolti i trip, la musica, i viaggi in Oriente, la marijuana coltivata ovunque e Rocky Horror Picture Show, di quel tempo andato rimane poco da rosicchiare, perché la crescita interiore è nella disponibilità a comprendere che la chiave universale di ogni miglioramento personale sta nella capacità di sacrificare se stessi allo scopo di onorare le verità di cui si è certi e, state sicuri, la Verità è sempre dappertutto e non appartiene a nessuno che se ne voglia impossessare. (cazzo che finale a effetto…)

    Massimo Vaj

    17 Gen 13 at 10:37 am

  86. Oi! E quanno ce ‘o metti un pursante pé tuittà? Che mica tutti c’hanno feisbuk…. eh! :°D

    ReF

    17 Gen 13 at 10:53 am

  87. E, tra parentesi, abbassta cò ‘e critiche.. c’avrà il diritto d’avecci pure li cazzi sua sso cristiano o no?
    Ah, comunque, Calcà, i giornalisti sò come gli sbirri.. ‘un ce se fà l’amore e ‘un ce se tratta.

    ReF

    17 Gen 13 at 11:07 am

  88. ahahahah 😀

    Ti do un consiglio, Calcare: A Game of Thrones 1×01 !
    DAJE!

    Papella

    17 Gen 13 at 11:14 am

  89. Ho letto l’intervista e, sinceramente, subito non sono riuscito a capire perchè ti fossi incazzato così tanto. Poi ho letto le tue ulteriori spiegazioni qui e ho capito. Hai completamente ragione sul fatto che una parte del tuo pensiero sia stato travisato. A me avrebbe dato fastidio allo stesso modo. In più l’errore più grosso è stato quello di farci il titolo.
    Però l’intervista non mi è dispiaciuta del tutto, viene fuori molto di te, o almeno dell’idea che mi sono fatto io, che ti seguo da qualche mese sul blog(dal demone dello spoiler), ho comprato i tuoi libri e li ho fatti leggere anche ai miei figli di 14 e 11 anni che ti apprezzano molto (specialmente la più grande).
    E allora ti dico di non prendertela più di tanto, sono giornalisti… (se conosci Gaber, riascoltati “c’è un’aria”, se non lo conosci è un buona occasione per iniziare).
    Tu vali molto più di loro, te lo dice un cinquantaduenne, che si chiama come te e che, tra tante risate fatte leggendo i tuoi fumetti, sulla penultima tavola del “mammuth” ha spanto pure una lacrima di commozione (non solo su quella, ma è la prima che m’è venuta in mente).
    Ciao

    Michele

    17 Gen 13 at 11:55 am

  90. @maxfff scusa max ma non sono d’accordo! a me sarebbe “caduto dal cuore” se avesse bocciato la nostra generazione come “senza rabbia” e per di più compiacendosene nel riportare questo giudizio nel fumetto.
    Ammetto che non avevo colto a pieno la critica sociale del adolescenzalunga\sperazetradite (che riflettendo un secondo sulle citazioni, con cui queste “storielle” sono farcite, mi sento ancora più tonto)… e ora che lo so le sue vignette mi piacciono ancora di più.
    e non perché mi ci identifico(abbasso il plumcake, viva le patatine)! anzi la politica e l’accidia faticogena sembrano essere le uniche cose che abbiamo in comune!!
    quoto invece marla (tranne che il frega cazzi del background..a me frega eccome!)e reF..
    poi oh.. de gustibus!

    Alberto

    17 Gen 13 at 1:07 pm

  91. Forse volevano vendicarsi per la lumaca ninja… o, meglio ancora, forse dovremmo ricordarci che sono quelli della lumaca ninja!!
    Trovo comunque semplicistica l’idea che la rabbia si esprima preferibilmente dando fuoco alle citta’. Magari non hanno mai letto Vittorini?

    “Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch’erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un’ora, due ore, e stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l’acqua che mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo: pioggia, massacri sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete”

    Ayresis

    17 Gen 13 at 2:55 pm

  92. L’unica è: “portare pazienza”.
    Bisogna portare pazienza, l’unica difesa da schematismi e robe del genere. Oltre a una spada laser.

    animale politico

    17 Gen 13 at 4:37 pm

  93. Direi che la striscia di oggi è Dexter s05e03

    Andrea

    17 Gen 13 at 5:18 pm

  94. eddaje!!a me mi è piaciuta la tua intervista sopratutto alcune cose tipo i plumcake e non essere riuscito a trovare un senso al proprio lavoro..
    due capisaldi della frustrante condizione umana, non trovi?

    ho pure scoperto che sei un sacco giovane, il che aumenta il tuo valore(questo è serio)

    paola

    17 Gen 13 at 5:25 pm

  95. la rabbia si estingue quando realizzi che non ci sarà mai un 1789 in italia.

    Skrotos

    17 Gen 13 at 5:55 pm

  96. Ciao Calcà io ti stimo per i lavori che fai per come racconti le cose di tutti i giorni e anche perchè t’incazzi ancora per le fregnacce che scrivono i giornali, ho 10 anni più di te ma riesco a riconoscermi ancora nelle tue tavole e comunque mi faccio sempre almeno una risata quando ti leggo, non so se è un bene o meno però rido di gusto (post-adolescenza lunga? bho?). Se hai fatto un’intervista e te l’hanno girata come cazzo gli piace a loro non te la prendere più di tanto fanno sempre così non mi dire che non ti era già successo, se c’eri a Genova 2001 o in altre occasioni simili sai cosa intendo, vivi una manifestazione, ci sono scontri e poi la leggi il giorno dopo sui giornali e dici :” cazzo! ma allora io ero in una dimensione parallela”. E poi “giovani ma senza rabbia” è un titolo per benpensanti del cazzo, quelli che a parole so sempre pronti a ghigliottinare la “casta” (che neologismo del cazzo) ma poi quando c’è qualcuno che c’ha provato gli danno 30 anni e lo chiamano terrorista.
    Vai avanti per la tua strada e continua così che chi ti aprezza veramente non si fa infinocchiare dai giornalisti cazzoni.
    In ultimo se le citta bruciano o no, mica dipende solo da te, diglielo la prossima volta.
    Tu sei uno che fa fumetti e racconti il tuo 2013 non il 1977 di PAz e gli altri,ecchecazzo! vedrai che un giorno tra qualche anno qualcuno ti dirà anche che non sei più quello del 2013 preparati.
    Ciao con stima

    Cartman72

    17 Gen 13 at 6:15 pm

  97. “Che poi non sono per forza cazzi frenetici, a volte la rabbia si mischia anche alla desolazione dello stare a casa a cercare un lavoro che non c’è, ad abbrutirsi davanti al computer aspettando che qualcuno risponda ai 400 curriculum che hai mandato. E raccontare che uno poi si trova a vivere giornate in cui il picco di felicità sono quei 40 minuti in cui ti mangi un plum cake davanti ad una serie tv, non ha nulla di compiaciuto o di apologetico. E’ così e basta. Per me almeno.”
    hai descritto perfettamente me, plum cake a parte che sto a dieta in più degli altri cazzi. ed è uno dei motivi per cui amo il tuo blog, mica posso guardarmi fight club ogni volta che mi rode che stiamo combinati così. il tuo blog ironizza sulla nostra situazione, ed è un modo, per me, di esorcizzare la paura del precariato che ci ha travolti in blocco quasi tutti. il resto lo spiegano “gli ultimi” con “anni ’90”.

    SalvatoreCthulhu

    17 Gen 13 at 9:25 pm

  98. Nun t’ha trovato arrabbiato…e se vede che nun ha saputo fa le domande.
    Zero molti tuoi lettori si lamentano che non aggiorni più il blog con la frequenza di un tempo…allora è vero…TI SEI FATTO LI SORDI?

    lapensocosì

    17 Gen 13 at 11:17 pm

  99. Zero caro, io c’ho i brividi perchè ogni volta che un giornalista parla dei “cciovani” pare sempre che parla di alieni di un mondo che è non è ugualmente condiviso da tutti gli italiani, come se l’Italia fosse la loro e non la nostra.
    Abbastanza spesso enfatizzano il fatto che uno abbia un blog o faccia le cose col computer come se fossimo ancora negli anni ’50, poi ci vengono a dire “bamboccioni” e “questi cciovani d’oggi non hanno ideali ne obiettivi e non sanno ribellarsi, perchè ai miei tempi…” e via di manfrine. Ma se po’ sape’ dove vivono? E noi dove viviamo? Quand’è che l’intera popolazione italiana si renderà conto che siamo nel 21° secolo?

    Rea

    18 Gen 13 at 2:14 pm

  100. …in fondo lo sapevi che quelli di Repubblica ti volevano far “Morì gonfio”. E’ una vendetta trasversale che viene dai sotterranei. Tieni duro, i tuoi lettori sanno chi sei davvero.
    Un abbraccio

    Marce

    18 Gen 13 at 8:57 pm

  101. Pure io sono di Rebibbia!

    Luca

    18 Gen 13 at 9:58 pm

  102. “i passaggi di età sono difficili per tutti” (‘Un mercoledì da leoni’) :-]

    Precario o no, stipendio fisso o no, certezze nella vita o no, secondo me quel senso di inadeguatezza a volte te lo porti dentro e basta; sarà magari che uno si sente dire da 0 a 20 anni che sei buono solo a combinare cazzate, e alla fine ti ci convinci.
    Ho 44 anni (sti cazzi, così tanti? :-O ) e ancora adesso mi sento un ragazzino circondato da adulti (e a volte mi devo sforzare di fare il serio e non esclamare “fico!” quando uno dei miei figli combina qualche cazzata…).
    E’ vero che l’epoca in cui viviamo non ci dà certezze: è la prima volta nella storia dell’uomo che non si nasce solo per lavorare, sposarsi, far figli e crepare. Una volta le certezze le avevano: se eri ricco, eri ricco, se eri povero, cazzi tuoi. Adesso ci sono anche i toni di grigio, del tipo “sono povero ma posso permettermi di scegliere come vivere e mandare affanculo chi governa”. Che provassero a farlo sotto Luigi XIV! 🙂

    Cmq siete tutti troppo colti ed intelligenti; io sono solo un poveraccio che ha letto entrambi i libri (comprati, non scaricati dal web, nè! 🙂 e tutto il blog, gli è piaciuto da matti, ci si è ritrovato nella maggior parte delle tavole, e non ha cercato significati reconditi. E’ bello perchè è bello. Perchè non parla di te ma al contempo lo fa, in tutte le piccole minchiate quotidiane (sarà per questo, forse, che preferisco le storielle alla lunga storia completa, sebbene il Polpo sia fantastico!)

    E oggi ho pure scoperto come si chiama per davvero ZC, ho cercato le sue foto su google, ho scoperto che faccia ha… …minchia, sei molto più bello nei fumetti, ah ah ah (“è che mi disegnano così…” – Jessica Rabbit 😉

    Grande abraço do Brasil
    cia’

    giobbi

    19 Gen 13 at 3:13 am

  103. Io ti stimo troppo…
    Dopo un pò che li cercavo sono riuscito a trovare entrambi i tuoi libri e li ho presi al volo.
    Li ho letti si e no in 5-6 ore di lettura totali e non mi pento minimamente dell’acquisto!
    Ai Comics a Lucca avevo provato a cercarti allo stand ma devo essere passato nell’unico momento in cui non c’eri… Ci riproverò l’anno prossimo…
    A questo punto aspetto trepidante il terzo libro…

    Tiziano

    19 Gen 13 at 3:50 am

  104. I giornalisti che scrivono l’articolo non sono MAI quelli che scrivono i titoli. I titoli vengono scritti per invogliare a leggere l’articolo e nella maggior parte dei casi (come questo) stravolgono completamente il significato poi del contesto….
    Che dire??? è una triste realtà.
    Capisco che roda, l’unica cosa che puoi fare, per le prossime interviste, è pretendere di leggere testi e titoli.
    Chiunque legga i tuoi fumetti, strisce o libri, sa perfettamente come la pensi, per adesso….!!!!!
    Ti auguro di avere tanto successo che poi non sarà importante sapere chi è davvero Zerocalcare perché i tuoi fumetti si presenteranno da soli.
    Ciao e alla prossima pubblicazione

    Barbara B

    19 Gen 13 at 10:41 am

  105. maaaaa, sti serci cosa sarebbero???

    uitko

    19 Gen 13 at 3:15 pm

  106. ah ok ho capito, sono i sassi.
    ZeroC dovresti fare un dizionario per i compagni milanesi cche ti leggono!

    Ma poi sti qui che vogliono le storielle di ribellione urbana non è che sono quelli che si indignano quando li “serci” volano perdavvero??

    uitko

    19 Gen 13 at 3:18 pm

  107. Ciao Zero, è la prima volta che commento sul sito! Se ho capito bene il nodo della questione è questo: tu nei tuoi fumetti rappresenti situazioni della tua vita quotidiana, e lo fai in maniera ironica, disillusa e brillante. La rappresenti in tutte le sue instabilità, incertezze, problemi economici, calci che si prendono a destra e a manca, piccole fobie e sociopatie di tutti i giorni, e anche nelle nelle icone che hai in mente e, giustamente, in quei pochi bei momenti che ogni tanto possono esserci.

    Non pretendi di fare una fine analisi psicosociologica del male di vivere dei giovani in Italia. Non ti alzi la mattina dicendo “ah guarda oggi ti racconto una generazione, ti rispecchio un sentire comune”, che sarebbe una presunzione. Semplicemente è il tuo mondo, il tuo sentire, la tua esperienza, è quello che provi e vivi tu. Che non vuol dire essere disimpegnato, vuol dire parlare di sé e di ciò che si sa e che si vive sulla propria pelle.

    Poi. Se molti leggono i tuoi lavori, e gli piacciono, e ci si riconoscono, vuol dire che questa tua condizione è una condizione comune, e condivisa. In questo senso, allora, sei “impegnato”, e rispecchi una generazione, ma è una naturale conseguenza, non la causa! Tu disegni te stesso, e se tanti ci si riconoscono vuol dire che tanti stanno così! E la rabbia, che vuol dire che manca la rabbia? Che devi fare, disegnare la rivoluzione francese? La rabbia ogni tanto esce fuori perché le ragioni per cui ci sia ci sono tutte, ma tu racconti come vivi, e non si vive mica di rabbia. La “vita quotidiana” è guardare le lumache ninja su internet, fare ripetizioni ai bambini, giocare all’XBox, guardare i Cavalieri dello Zodiaco (che neanche fanno più, sic!). La rabba intesa come protesta, rancore, odio verso il “sistema”, eccetera… Quella può uscire fuori in alcuni particolari momenti di protesta, ma per il resto si spera di avere un minimo di equilibrio interiore, no? Zen! E tu disegnando la tua vita disegni come cerchi – e di come si cerca- di trovare e di mantenere questo minimo di equilibrio in mezzo a tutto il casino che ci circonda.

    E’ questo il concetto? E’ questo che non è entrato nell’intervista, e per cui hanno messo quel titolo idiota?

    Andrea

    19 Gen 13 at 11:56 pm

  108. Alla fine mi rimane solo che uno dei tuoi libri era su uno scudo.
    ECCEZIONALE!
    Sii contento di questo e fottitene di tutto il resto.

    Ash

    20 Gen 13 at 11:52 am

  109. maledetto zero! devi pubblicare la striscia! è l’unico motivo che mi da la sveglia un lunedì su 2!! vuoi avere sulla coscienza la mia carriera universitaria?!

    filippo

    20 Gen 13 at 1:26 pm

  110. Sei di destra, zerocalcare?

    Massimo Vaj

    20 Gen 13 at 2:14 pm

  111. Hey, ecco perché posti così di rado:

    “C’è Calcare su Marte”!!! Questo il titolo di Repubblica, tanto per restare in tema!!!

    http://video.repubblica.it/dossier/curiosity-sonda-marte/c-e-calcare-su-marte/116764?video

    Paolo

    20 Gen 13 at 2:35 pm

  112. eheheheh!
    Immaginavo che questa routine tutta “casa-plumcake-tv” fosse frutto di una sintesi un po’ forzata!
    Tieni duro e vai per la tua strada!

    makka

    20 Gen 13 at 4:04 pm

  113. Calcare, rilassati.
    Ho capito il tuo discorso. Anche a me pare che il giornalista volesse dire “ah, siete una generazione di bamboccioni, anche tu, che vieni dai centri sociali, fai questi fumetti disimpegnati, non come quelli degli anni 70 di Pazienza ecc. ” Due palle. Questi non hanno capito che la loro generazione era molto più ingenua di quella dei ragazzi di oggi. Cascava di continuo in una serie di trappole (violenza politica,droga) che troppo spesso li portava in galera o in cimitero (vedi Pazienza). Meglio disillusi come oggi che presuntuosi pecoroni come allora.
    E tu continua così, che sei un grande. E ricordati che far ridere la gente è la cosa più bella che puoi fare. L’umorismo è una dote preziosa. Quando ci fai ridere, dopo una giornata di merda, è il regalo più grande che ci puoi fare. Fottitene dei giornali,se diventi “famoso” questo è il prezzo che devi pagare.
    Grazie per i tuoi disegni e stammi bene.

    Antonio

    20 Gen 13 at 9:54 pm

  114. No, l’umorismo non è affatto la cosa “più preziosa”, perché il suo valore dipende dalla direzione verso la quale sono dirette le intenzioni di chi fa dell’umorismo. C’è un umorismo – vedi quello becero di Forattini – che offende i deboli, i giusti, i martiri e il coraggio di chi vive senza scendere a compromessi col male.

    Massimo Vaj

    21 Gen 13 at 8:12 am

  115. Caro Zero, ho 42 anni e mi ritrovo, con le ovvie traslazioni temporali e di genere, completamente nel tuo specchio rappresentativo dell’odierno 30enne.

    Significa che – in ogni caso – c’è almeno un decennio di stasi culturale dove sono cambiati i cartoni animati (ai miei tempi c’erano Heidi e Jeeg) ma non la sostanza.

    A 42 anni sono con lavoro a progetto dopo essere stato costretto dopo 8 anni a chiudere il mio laboratorio di assitenza informatica per troppe tasse e spese. (e mi bacio le mani per averlo questo lavoro)

    Ho una figlia e un altro in arrivo… futuro ? si, come dici tu, di 6 mesi in 6 mesi.

    Siamo la GENERAZIONE ZERO.

    Questo è il modo in cui dovremmo essere etichettati (se mai ce ne fosse bisogno, più che altro per far capire cosa siamo a chi ha bisogno di etichette, non solo sulle scatole di pelati.)

    GENERAZIONE ZERO:
    ZERO FUTURO
    ZERO STIPENDIO
    ZERO CORAGGIO
    ZERO FAME
    ZERO RABBIA
    ZERO PERDONO
    ZERO ODIO

    e soprattutto, grazie al calfort,

    ZERO CALCARE!

    Enzo Sanfilippo (sanfinix)

    Sanfinix

    21 Gen 13 at 10:55 am

  116. Beh,ti dovevano spoilerare una puntata di qualche serie che stai seguendo, cosi’ vedevano la vera rabbia 🙂

    meroco

    23 Gen 13 at 1:17 pm

  117. Gentile ZeroCalcare,
    cercherò di essere breve e di coniugare il meno possibile. 🙂
    Di anni ne ho 40 e qualcosa, la mia adolescenza è cominciata negli anni ’80: paninari, studiolinescolpiscituoicapelli, spalline, scaldamuscoli, girlsjustwanthavefun e DJ television. E sai cosa ci dicevano? La generazione che vi ha preceduto, quella sì che aveva i controxxx! Barricate, politica attiva, Porci con le ali, reggiseni bruciati, sesso libero, comitati, collettivi, assemblee: voi che problemi avete? I BRUFOLI. E noi, col nostro Clearasil contro i brufoli (perchè non lo fanno più? era davvero ottimo) e il senso di colpa perenne, siamo andati avanti convinti di essere dei privilegiati, qualcun altro aveva già lottato per noi, avevamo strada facile, potevamo diventare qualunque cosa volessimo, bastava Siddharta e un cuoredipanna. Non è stato così, ovviamente, il sistema si è sgretolato al nostro passaggio come l’universo ne “La Storia infinita”(vedi tracce di adolescenza prolungata nelle mie parole? ;-D)ed è ancora in pieno sgretolamento. In questo contesto, dopo averci fatto bere Milano sulle note di “compra, consuma e crepa” hanno anche la faccia tosta di chiederci, facendo leva sul senso di colpa ben insinuato di cui sopra, a noi, a voi più giovani: “ma che fai, non ti incazzi?”. Certo che mi incazzo, sono incazzato NERO, ma tu te ne accorgerai se, come, quando vorrò io! O vuoi gestire anche questo? Tu, ZeroCalcare, hai fatto solo un errore, e questo te lo dice la parte di me che, nonostante sia stata osteggiata con tutte le forze, è diventata adulta: hai risposto, con questa vignetta. Ti sei giustificato, hai detto pubblicamente che il giornalista non ha riportato correttamente l’intervista, in poche parole gli hai dato IMPORTANZA. MAI dare importanza a chi non ne ha, MAI. La prossima volta, se ti ricapita durante la tua carriera che sarà lunga e piena di soddisfazioni perchè sei davvero bravo, intelligente, acuto, e whatever :-D, ricorda questo consiglio: IGNORA. E magari, da vero VIP, pretendi di leggere l’intervista prima che la pubblichino. Ciao! Un abbraccio.
    P.S. Non sono stata affatto breve, ma quando cavolo ricomincia Walking dead?

    Lela

    23 Gen 13 at 2:38 pm

  118. Comunque un giretto in Palestina secondo me aiuta….

    Michele1x2

    23 Gen 13 at 5:57 pm

  119. […] questi giorni mi sento un po’come ZeroCalcare dopo l’intervista con Repubblica. Non nel senso che rosico, anche se le espressioni “populismo del rancore quotidiano” […]

  120. Serio Calcare…

    vu

    30 Gen 13 at 12:58 pm

  121. Caro ZC, non ho letto l’articolo, me lo risparmio. Vorrei dirti solo: tu fai il tuo lavoro, e lo fai bene. Lascia che tutto quello che si trova dentro di te si esprima liberamente come hai sempre fatto. Parlando di te testimoni una generazione. In tant@ ci identifichiamo in quello che racconti (io ho 10 anni in più di te eppure mi ritrovo in tantissime cose). Se la tua musa è l’insoddisfazione, che sia. Se il rancore ti ispira, che sia. Se le serie televisive ti appassionano e ci testimoniano, che sia! E’ il contesto sociale a crearci così? O siamo in qualche modo complici anche noi? Per quello che ti riguarda, non è importante che tu trovi una risposta.Non sul piano mentale almeno. Stai elaborando tutto ad un livello meravigliosamente inconsapevole. Ed esce arte. Anche se per modestia, definisci questo blog una raccolta di disegni che fanno ridere e niente più. Io non la penso così. Almeno non sempre. Certe strisce vanno oltre, raccontano di più che uno studio di sociologia. E la sociologia è così noiosa..
    Un sorriso.

    Francesca

    23 Feb 13 at 5:04 pm

  122. Non mi stupisce quello che ha scritto quel giornalista, e la sua pretesa di “capire” qualcosa rimanendone però totalmente al di fuori…credo che questo rappresenti perfettamente la sinistra radical-chic che legge un giornale come Repubblica.
    La realtà, quella vera, è un’altra cosa, e ne può parlare solo chi l’ha vissuta e sperimentata, non chi vuole solo fare un articoletto pieno di belle parole…Ma, al di là dei travisamenti e della superficialità di un certo giornalismo, quel che conta davvero, fortunatamente, è quello che un autore esprime con un suo libro o fumetto, e che trasmette a chi lo legge…
    P.S. Zero, se vuoi ti racconto anch’io, in privato, la mia esperienza con il giornalista in questione…che è stata davvero pessima…

    Aleph

    29 Mar 13 at 10:02 pm

  123. certo che è bravo sto zerocalcare, ma nun ditemi che da piccolo non si faceva le pippe copiando scozzari

    anto

    19 Ott 13 at 10:27 pm

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